Ogni anno, da gennaio a marzo, riceviamo le stesse domande. "Il bonus c'è ancora?" "Quanto detraggo?" "Conviene aspettare il prossimo?" Quest'anno la risposta è chiara: il 2026 è probabilmente l'ultimo anno con le aliquote attuali, e dal 2027 si scende. Vale la pena capire come funziona davvero, senza promesse generiche.
Non esiste un "bonus infissi" unico. Esistono due strumenti fiscali diversi che permettono di detrarre parte della spesa per la sostituzione dei serramenti: il Bonus Casa (ex Bonus Ristrutturazione) e l'Ecobonus. Funzionano in modo simile per chi sostituisce gli infissi, ma con requisiti tecnici e tetti diversi.
Cos'è il bonus infissi 2026 in due righe
Tradotto: se cambi gli infissi nella casa dove vivi, recuperi metà della spesa in 10 anni sotto forma di sconto sull'IRPEF. Se è una seconda casa, recuperi il 36%.
Le novità della Legge di Bilancio 2026
La Legge di Bilancio ha confermato per il 2026 le aliquote già in vigore nel 2025. Niente sorprese al rialzo, niente al ribasso. Ma ha già scritto cosa succederà dopo: dal 1° gennaio 2027 le percentuali scendono al 36% sull'abitazione principale e al 30% per gli altri immobili.
Questo è il dato che cambia il calcolo. Pianificare l'intervento entro il 2026 significa recuperare il 50% invece del 36%. Su una spesa di 15.000 € di infissi, parliamo di 2.100 € in più di detrazione.
| Anno della spesa | Abitazione principale | Altri immobili |
|---|---|---|
| 2025-2026 | 50% | 36% |
| 2027 | 36% | 30% |
| 2028-2033 | 30% | 30% |
Fonte: Agenzia delle Entrate — quadro detrazioni edilizie aggiornato 2026.
Bonus Casa o Ecobonus: quale conviene
Le due agevolazioni hanno la stessa percentuale di detrazione e la stessa durata (10 anni). La differenza sta nei requisiti tecnici e nel tetto di spesa.
Bonus Casa (ex Bonus Ristrutturazione)
- Tetto di spesa: 96.000 € per unità immobiliare
- Nessun requisito energetico obbligatorio
- L'intervento deve qualificarsi come manutenzione straordinaria (sostituzione con materiali o caratteristiche diverse)
- Comunicazione ENEA solo se l'intervento comporta miglioramento energetico documentabile
Ecobonus
- Tetto di spesa più basso: 60.000 € per unità immobiliare
- Richiede requisiti tecnici precisi: trasmittanza termica (Uw) conforme al DM 6 agosto 2020
- Comunicazione ENEA sempre obbligatoria entro 90 giorni dalla fine lavori
- Solo per immobili riscaldati
Per una sostituzione standard di infissi in una casa unifamiliare, il Bonus Casa è in genere più semplice: meno paletti tecnici, tetto più alto, meno burocrazia. L'Ecobonus diventa interessante quando l'intervento è parte di un piano più ampio di riqualificazione energetica e quando i serramenti scelti raggiungono valori Uw molto bassi.
"Le due agevolazioni non sono cumulabili sulla stessa spesa. Ma puoi usare l'una per gli infissi e l'altra per altri lavori (es. caldaia, cappotto)."
Cosa serve per accedere al bonus infissi 2026
I documenti da preparare e conservare sono pochi ma vanno gestiti bene. La detrazione si perde con un bonifico fatto male o un'asseverazione ENEA dimenticata.
- Bonifico parlante: deve riportare causale del pagamento, riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario della detrazione, partita IVA dell'azienda esecutrice. Bonifico ordinario o postale parlante.
- Fattura elettronica dell'azienda installatrice con dettaglio fornitura + posa.
- Certificazione energetica del nuovo infisso (per Ecobonus, e consigliata sempre).
- Comunicazione ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori (sempre per Ecobonus, opzionale per Bonus Casa).
- Conservazione documenti per 10 anni (durata della detrazione).
Sembra complicato, ma in realtà sono passaggi standard che gestiamo direttamente noi per ogni cliente. La parte burocratica non deve essere un problema del proprietario.
Sconto in fattura e cessione del credito: confermato il blocco
Per il 2026 sconto in fattura e cessione del credito non sono disponibili per il bonus infissi. Significa che il recupero avviene solo come detrazione IRPEF nella dichiarazione dei redditi.
Conseguenza pratica: serve avere capienza fiscale. Se l'IRPEF che paghi all'anno è inferiore alla rata annuale di detrazione (un decimo dell'importo detraibile), la parte eccedente si perde. Per pensionati con bassa pensione o lavoratori a basso reddito, è un punto da verificare con il commercialista prima dell'intervento.
L'errore che vediamo più spesso
Il cliente firma il preventivo di un'azienda che promette "tutto a posto col bonus", versa l'acconto in contanti, riceve una fattura senza i riferimenti corretti. Tre anni dopo, l'Agenzia delle Entrate fa un controllo e la detrazione viene revocata.
Per il bonus infissi non basta che l'intervento sia eseguito bene. Serve che la documentazione sia formalmente corretta. Ed è una responsabilità che condividiamo con il cliente, fin dal primo incontro.
Cosa significa davvero "abitazione principale"
Il punto su cui c'è più confusione è il concetto di abitazione principale. Non coincide automaticamente con la "prima casa" intesa come acquisto agevolato al momento del rogito. Per il bonus infissi 2026, abitazione principale significa l'immobile in cui il proprietario (o il titolare di un diritto reale di godimento) ha la dimora abituale, cioè dove vive stabilmente e dove ha la residenza anagrafica.
Casi pratici che vediamo spesso:
- Coppia che ha la casa intestata al coniuge ma vive in un'altra abitazione: aliquota 50% solo se chi paga la spesa è il proprietario residente.
- Genitore proprietario di una casa dove vive il figlio adulto: l'aliquota maggiorata 50% si applica solo all'immobile dove vive il proprietario, non quello del figlio.
- Casa di villeggiatura usata 4 mesi all'anno: aliquota 36% (non è abitazione principale).
Non è un dettaglio da poco. La differenza tra 50% e 36% su 15.000 € di spesa è 2.100 €. Vale la pena verificare la propria situazione con il commercialista prima di firmare.
Come pianificare l'intervento per chiudere entro il 2026
La regola fiscale è chiara: per accedere all'aliquota del 50%, la spesa deve essere sostenuta entro il 31 dicembre 2026. "Sostenuta" significa pagata tramite bonifico parlante, non semplicemente fatturata o ordinata.
Tradotto in calendario operativo:
- Sopralluogo + preventivo definitivo: 1-3 settimane
- Conferma ordine + produzione infissi: 4-8 settimane (a seconda del produttore e del periodo dell'anno)
- Posa in opera: 3-7 giorni a seconda del numero di finestre
- Saldo finale tramite bonifico parlante: subito post-posa
Sommando i tempi medi, chi vuole essere certo di chiudere entro fine 2026 deve avviare il processo entro fine settembre 2026 al più tardi. Avviare i preventivi adesso (primavera-estate 2026) è la finestra giusta per non rischiare di scivolare nel 2027 con aliquota ridotta.



